Mercato informatico, settore tablet: le vendite sono in caduta libera

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Il tablet è nato come sostituto del personal computer portatile, da utilizzare con una penna apposita o con le dita. Il termine tablet è diventato popolare nel 2000 quando così lo presentò Bill Gates, andando poi a identificare non un sistema operativo ma l’apparecchio stesso. Dal 2000 i prodotti si sono andati moltiplicando, diversificandosi nei marchi e nelle prestazioni. Si va di solito da schermi di 10 pollici ai 12 pollici. I modelli sono convertibili, puri, ibridi.

I puri sono PC senza tastiera fisica, ma possono essere collegati con tastiere a infrarossi, bluetooth, usb. I tablet convertibili sono dei PC portatili nei quali lo scherzo può essere ruotato e ripiegato su se stesso e che presentano una tastiera fisica. Si parla di netbook, un notebook con dimensioni ridotte, prezzo contenuto e una lunga autonomia. Gli ibridi sono un riassunto delle altre tipologie, con tastiera agganciabile e staccabile in base alle esigenze. Nel corso degli anni le vendite sono state in crescita per questo prodotto, ma nel 2016-17 è cominciato il calo drastico.

Cambiamenti di mercato

I tablet inizialmente erano utilizzati come dispositivi mobili da associare allo smartphone, oggi invece sono dei sostituti del PC desktop che vengono usati soprattutto a casa (salvo che nell’uso per il lavoro). Essi permettono, infatti, la navigazione sul web e l’uso dei programmi office più agevolmente anche dal proprio divano: essi si utilizzano soprattutto per cercare informazioni, per leggere libri o riviste, per interagire sui social e per giocare online. La lista delle slot machine online e le app di giochi che si adattano automaticamente all’uso con il tablet ormai sono tante, anche perché il traffico da mobile con i tablet è andato crescendo.

I tablet sono più comodi del PC, ma da portare con sé risultano essere più scomodi degli smartphone a parità di performance. Il boom dei tablet, per questo è andato mano a mano spegnendosi. I dati più recenti del mercato dell’informatica, però, parlano di un settore vendite in costante discesa. Nel 2017 si parla di un calo delle vendite del 4% circa a livello mondiale, registrando uno standby solo quando sono usciti i prodotti 2 in 1, cioè quei tablet che si possono utilizzare anche come notebook e viceversa.

Tra i produttori maggiori l’andamento è lo stesso, anche se i numeri cambiano notevolmente. Apple resta sempre in testa come numero di iPad venduti, mentre Samsung non riesce che aggiudicarsi un secondo posto, a fronte di un Huawei che si sta accaparrando buona parte del mercato. A seguire Amazon e Lenovo.

Cause del calo del business dei tablet

I consumatori sembrano non essere più tanto interessati ai tablet perché, di fatto, ne possiedono uno che opera in maniera altrettanto valida: lo smartphone. I prodotti più recenti, infatti, hanno performance praticamente identiche e schermi grandi. È quindi possibile utilizzare questi device mobili per scrivere, giocare, gestire la posta, interagire sui social. A vantaggio di un ingombro e di un peso anche minore, si inseguono quindi prodotti sempre più performanti dalle mille opportunità, a discapito del povero “vecchio” tablet.

Oltre alla prepotenza dei tecnologici smartphone, la “tavoletta” deve fare anche con un’altra questione: il suo ricambio con un nuovo dispositivo. L’elevata durabilità e la lunga vita del device è sì un vantaggio per l’acquirente, ma costituisce uno svantaggio dal punto di vista del mercato dei tablet. Chi ha un tablet, infatti, difficilmente lo aggiorna con la medesima frequenza di un cellulare. Se per quest’ultimo si stima una sostituzione ogni due anni circa, per il tablet il tempo raddoppia, salvo rotture accidentali di questo dispositivo. I nuovi clienti per il settore tablet quindi sono sempre pochi.

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