Gommalacca per lucidare i mobili antichi: cos’è, vantaggi e metodi di applicazione

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I mobili antichi non sono soltanto un elemento d’arredo in grado di donare un tocco elegante e vintage alle stanze della propria abitazione, ma possono rappresentare anche un caro ricordo di famiglia da tramandarsi di generazione in generazione.

Affinché mantengano inalterato il loro fascino, è però importante dedicare ad essi tutte le giuste attenzioni, come ad esempio la pratica della lucidatura, che risulta fondamentale per farli risplendere e che può essere effettuata mediante l’utilizzo della gommalacca.

Gommalacca: che cos’è?

La gommalacca è una resina che deriva dall’insetto a cui deve il nome, il Kerri Lacca, più comunemente conosciuto come “Cocciniglia della lacca”: la femmina di questo esemplare produce per natura una sostanza appiccicosa che le permette di non perdere aderenza agli steli vegetali sui quali si muove, e che viene poi lavorata e purificata.

Nell’ambito della lucidatura del legno, l’utilizzo della gommalacca consente di ottenere risultati eccellenti. Essa infatti penetra nel materiale riflettendo la luce che ne colpisce la superficie, mettendo di conseguenza in risalto tutte le venature e le marezzature tipiche del legno, lasciando su di esso una patina brillante e satinata.

Non che questa tecnica sia di recente invenzione, però, precisiamolo: è infatti conosciuta e utilizzata in tutta Europa sin dal XVII secolo.

Vantaggi e limiti dell’uso della gommalacca per i mobili

La gommalacca per ravvivare mobili antichi apporta a questi ultimi numerosi benefici:

  • Tratta graffi e danni dovuti all’usura, andando a “riempire” il legno danneggiato, che di conseguenza apparirà anche più corposo;
  • Ha un prezzo economico;
  • È un prodotto naturale;
  • Non esercita un effetto coprente, quindi non nasconde i naturali cromatismi del materiale;
  • Va bene per ogni tipo di legno ed è adatta anche per mobili più delicati.

Questa preziosa sostanza presenta tuttavia dei limiti d’impiego. Non è infatti consigliabile usarla su mobili che si trovano in ambienti molto umidi, in quanto la presenza d’acqua potrebbe causare un’alterazione della sua composizione, facendo assumere alla superficie del mobile un aspetto opaco e tendente al giallognolo, tutt’altro che visivamente piacevole. La gommalacca è inoltre molto sensibile all’esposizione diretta alla luce del Sole, che anche in questo caso potrebbe provocare perdita della sua naturale brillantezza.

Metodi di applicazione della gommalacca

Vediamo ora quali sono le tecniche più utilizzate per lucidare e ravvivare i mobili mediante la gommalacca.

Con il pennello

Si tratta della strategia più diffusa e semplice, che consiste nello sciogliere la gommalacca in un preparato alcolico da stendere successivamente tramite un pennello piatto sul mobile, facendo attenzione ad applicare il composto in maniera uniforme, evitando sbavature.

A tampone

Anche in questo caso va in precedenza preparata una soluzione di gommalacca disciolta in alcol, la quale successivamente dovrà essere stesa sulla superficie del legno in maniera precisa e accurata. Questa tecnica è tuttavia sconsigliata agli inesperti, perché richiede una stratificazione estremamente sottile.

A spray

La gommalacca può essere venduta anche all’interno di comode bombolette spray; in questo caso basterà spruzzarla da una distanza di circa 30 cm, prestando attenzione che la distribuzione sia omogena ed uniforme.