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IPLA - Sintesi Finale
SUOLOIl monitoraggio è stata l'attività operativa principale, ed ha portato ad un controllo di alcune aree, abbastanza vaste, del territorio alpino piemontese. Grazie a ciò si può ora progettare una rete di controllo estesa a tutto il resto del territorio regionale facendo affidamento ad una metodologia valida e a conoscenze che consentono un impiego razionale di tecnici e un risparmio notevole in termini di tempo e costi. Monitoraggio della componente inorganicaI dati relativi alla presenza di piombo, nickel, cadmio e zinco come contenuto totale nel suolo alle diverse profondità hanno consentito innanzitutto di individuare i livelli naturali medi di concentrazione di tali elementi. I background sono diversi per ciascuna area e sono stati illustrati (5° Anno). Questi dati sono fondamentali per poter riconoscere e quantificare l'apportò esogeno degli elementi ricercati.
Transect stradali In valle di Susa le stazioni di Villarfocchiardo e Susa, nonchè quella di S.Ambrogio, recentemente inserita, hanno registrato superamenti dei background a distanze non superiori ai 25 metri e in quantità che si possono definire livelli di attenzione. Si escludono casi di alta contaminazione, eccezion fatta per le fasce immediatamente limitrofe alle strade, generalmente costituite da scarpate. Per quanto riguarda l'andamento delle concentrazioni nel tempo, si registrano per i primi quattro anni graduali aumenti, soprattutto nelle fasce più vicine alle strade, mentre per l'ultimo anno l'incremento è maggiore. I grafici per anno e distanze di tutte le stazioni stradali, relativamente all'elemento piombo e all'orizzonte pedologico superficiale, sono allegati nella presente relazione. Come riassunto dell'andamento globale delle concentrazioni dei metalli pesanti studiati vengono inoltre presentate in questo volume una tabella che riporta:
Transect vallivi Il prelievo in zone progressivamente più lontane dalle strade ha consentito di verificare la diffusione dei metalli pesanti in tutto l'ambiente e di stabilire la dotazione naturale dei suoli. In valle di Susa soltanto la stazione del Pramand risulta contaminata. Nella valle Vermenagna invece piombo, cadmio e zinco risultano in concentrazioni elevate in tre su sei stazioni controllate. E' stato inoltre riassunto il monitoraggio globale vallivo per le tre aree con una tabella dove sono riportate distanze progressive dagli assi viari e quote sul livello del mare per tutte le stazioni di monitoraggio vallivo. Questi dati mostrano la tendenza della concentrazione di piombo totale a raggiungere livelli maggiori entro i 2000 m di distanza dalla strada e i 1300-1400 m di quota. Monitoraggio di inquinanti organici (I.P.A.)IntroduzioneL'approccio allo studio dell'impatto da traffico veicolare ha considerato, anche nel suolo, un'importante categoria di inquinanti organici: si tratta degli idrocarburi policiclici aromatici (I.P.A.), tipici di processi di combustione da derivati petroliferi e dunque potenzialmente validi indicatori anche delle emissioni da traffico veicolare. Vale la pena ricordare come alcuni di questi composti possano derivare da composti già presenti nel carburante, da neoformazione durante la combustione, da perdite di oli lubrificanti. L'utilizzo di benzine "verdi", generalmente a maggiore tenore in idrocarburi aromatici, comporta un peggioramento delle emissioni di IPA in assenza di idoneo convertitore catalitico. La ripartizione degli IPA stessi tra fase volatile e fase particellare, nei gas di scarico, dipende anche dalla tipologia veicolare: nelle emissioni dei veicoli a benzina gi IPA più leggeri sono prevalentemente associati alla fase vapore, nelle emissioni dei veicoli diesel ( dove si riscontra una più elevata presenza di materiale particellare) gli IPA sono soprattutto legati alla fase particellare. Si deve considerare ancora l'importanza di questi microinquinanti, in quanto tali si possono classificare per il suolo e per altre matrici ambientali da noi studiate, in relazione al rischio per la salute dell'uomo: sia diretto, dovuto alla potenziale cancerogenicità di molti singoli componenti, sia indiretto in funzione della formazione di prodotti secondari quali i nitro-IPA, anch'essi ad accertata attività cancerogena, per reazione fotochimica in atmosfera con altri composti tipici delle emissioni da combustione (ossidi di azoto). L'organizzazione delle attività di monitoraggio ha richiesto il supporto analitico del L.S.P. di Grugliasco, strumentalmente attrezzato, e si vuole evidenziare che ciò ha comportato una laboriosa fase di messa a punto di un metodo analitico idoneo, sulla base delle informazioni reperibili in letteratura e della disponibilità del Laboratorio citato. La scelta dei composti analizzati é vincolata alla disponibilità di standard di riferimento (nel caso specifico la stesa miscela adottata dall'E.P.A., Environmental Protection Agency - U.S.A.), pur nell'ambito della significatività per la valutazione di contaminazione da traffico veicolare. Si precisa ancora che i criteri operativi seguiti per le stazioni di fondovalle, basati sul campionamento del suolo a distanza prossima all'asse stradale (mediante transect a 5 e 10 metri, successivamente esteso a 25 m ed eccezionalmente a 1 e 100 m solo in una stazione) e limitato allo strato superficiale (0-10 cm, orizzonte minerale), sono derivati da una preliminare indagine bibliografica che ha permesso di apprendere come in genere la deposizione di IPA esogeni dovrebbe interessare lo strato più superficiale del suolo e un'area piuttosto limitata rispetto alla fonte mobile di emissione. Come per altri inquinanti nel suolo, e in generale nel monitoraggio del suolo e della vegetazione, sono state comunque introdotte nello studio ulteriori stazioni lungo i versanti delle valli in esame, disposte possibilmente secondo un transect, ai fini di una prima verifica di situazioni critiche anche lontano dalle principali vie di comunicazione e in quota rispetto al fondovalle; in tali stazioni il prelievo dei campioni é avvenuti secondo il profilo pedologico esistente. Presentazione e valutazione dei principali risultati analiticiNelle Tabelle 5 e 6 viene presentato un riepilogo dei valori medi ottenuti negli anni per ciascuna stazione, riferiti alla concentrazione di IPA totali (somma delle concentrazioni dei singoli componenti analizzati) e, come esempio dei composti più pericolosi e già normato per altre matrici ambientali, di benzo(a)pirene. I dati sono suddivisi per area di studio e per tipologia di stazione (stradali e vallive); per i transect stradali sono riferiti a ciascuna delle distanze dall'asse viario esaminate per quella stazione, per le stazioni vallive sono riferiti ai tipi di orizzonte campionati. A tale proposito si precisa che quando nella stazione sono stati considerati differenti orizzonti minerali superficiali, a profondità differente, i dati relativi sono stati mediati per ottenere un unico dato rappresentativo di tale tipo di orizzonte rispetto a quello organico (se prelevato), per potere confrontare tra di loro le diverse stazioni vallive e per confronto con le stazioni stradali (campionamento del solo orizzonte minerale). Si sacrifica dunque un maggiore dettaglio dei dati ai fini di una visione d'insieme semplificata ma più comprensibile. D'altro canto lo studio della diffusione di inquinanti nei diversi orizzonti del profilo esula dal progetto. Ancora nelle stesse tabelle sono riportati, per IPA totali e benzo(a)pirene, i valori medi elaborati, i minimi assoluti e massimi assoluti riscontrati, a livello di area di studio e per ciascuna secondo i criteri di suddivisione dei dati già citati. Per la Valle di Susa si sottolinea che non é stata considerata nel riepilogo generale, a livello di singolo sito e di conseguenza nell'elaborazione dei dati medi per area, la stazione stradale di S. Ambrogio di Torino, in considerazione della sua introduzione nello studio al 5° anno e dell'anomalo andamento riscontrato rispetto alle altre stazioni stradali della stessa area (come più oltre spiegato). Dall'esame delle tabelle e si possono complessivamente esprimere le seguenti considerazioni:
A livello di singole aree e singole stazioni, per quanto riguarda le concentrazioni in IPA totali si possono segnalare le situazioni seguenti:
Monitoraggio della soluzione circolanteIl monitoraggio, iniziato nell'area dell'alta valle di Susa negli ultimi due anni di progetto, comincia a fornire le prime interessanti indicazioni, anche se la difficile accessibilità della stazione dell'Alpe Le Selle (quota 1950 m) nei mesi invernali limita il numero dei campionamenti e quindi dei dati a disposizione. L'impatto dell'inquinamento è di gran lunga maggiore nelle vicinanze degli assi viari: vi è infatti una marcata differenza fra i dati della soluzione circolante nel suolo presso l'ex-vivaio forestale di Salbertrand e quella presso l'Alpe Le Selle (per il commento in dettaglio si rinvia alla relazione del 5° Anno). Anche se si escludono situazioni critiche, almeno nel suolo e quindi anche come potenziale di traslocazione alle piante, sono da controllare con periodicità le zone del Parco poste ai piedi del Gran Bosco, dove gli effetti delle derive inquinanti possono verificarsi in certe condizioni climatiche. CartografiaNell'ultimo anno di progetto vengono redatti alcuni documenti cartografici che, oltre a fornire un quadro riassuntivo a livello territoriale del monitoraggio svolto, sono utili per le valutazioni di rischio ambientale. In particolare sono state elaborate:
ANALISI STATISTICA DE1 RISULTATI RELATIVI AI PRINCIPALI PARAMETRI MONITORATI NEL SUOLO E NELLA VEGETAZIONE
Per l'analisi comparata dei risultati del monitoraggio nelle matrici suolo e vegetazione, la scelta è ricaduta sui quei parametri che, nel corso degli anni di studio, sono stati identificati come migliori traccianti dell'inquinamento da traffico veicolare: piombo, IPA totali e benzo(a)pirene. In particolare il benzo(a)pirene è stato scelto - oltre che come rappresentante della categoria di IPA maggiormente tossici - anche per la probabile cancerogenicità che lo elegge a parametro di riferimento legislativo per la qualità dell'aria. Descrizione dei risultatiPer i transect stradali e per tutte le stazioni nelle quali sono stati effettuati controlli analitici su campioni di vegetazione, sono state calcolate le concentrazioni medie negli anni di piombo, IPA totali e benzo(a)pirene, nelle piante e - limitatamente ai casi in cui erano a disposizione dati analitici pedologici rapportabili al sito di campionamento vegetale - nel suolo. I dati relativi ad ogni parametro monitorato sono stati ripartiti per area di studio (Vai Susa, Area Cuneo Tenda, Area Cusio Verbano), per tipologia di stazione (transect stradale a vegetazione erbacea, stazione a vegetazione erbacea e stazione a vegetazione arborea) e per localizzazione (stazione di fondo valle, stazione valliva). Come si può rilevare dall'esame dei risultati, la variabilità - espressa in termini di coefficiente di variazione - dei valori di concentrazione nel suolo e nella vegetazione, misurati nello stesso sito in anni differenti, risulta confrontabile per entrambe le matrici, sia nel caso degli IPA totali che nel caso del benzo(a)pirene. Per quanto riguarda il piombo, i coefficienti di variazione riferiti alla matrice suolo appaiono generalmente inferiori a quelli riscontrati nella matrice vegetazione, soprattutto se si tiene conto solo dei dati analitici riferiti al periodo 1992-1994. Da tale fenomeno, non giustificabile con una variazione graduale e continua del livello di inquinamento, si può dedurre una maggiore variabilità nel comportamento di indicatore dell'inquinamento da traffico veicolare da parte delle piante e, di conseguenza, una minore attendibilità. Va comunque sottolineato che, a fronte di un basso livello di significatività ascrivibile alla scarsità di ripetizioni analitiche negli anni per molte delle stazioni considerate, soprattutto per quanto riguarda IPA totali e benzo(a)pirene, ogni considerazione può risultare puramente indicativa. Emergono risultati contrastanti tra i livelli di inquinamento del piombo e degli IPA nelle diverse aree: l'area Cusio Verbano evidenzia un range di concentrazione media del piombo nel suolo più elevato rispetto alla Vai Susa, la quale, a sua volta, presenta valori decisamente superiori alle altre due aree per gli IPA totali e il benzo(a)pirene. Tali dati, inoltre, risultano difficilmente interpretabili comparando la matrice suolo con la matrice vegetazione. La discordanza tra i livelli di inquinamento del piombo e degli IPA totali è stata, infine, rappresentata graficamente, riportando i valori di concentrazione media degli inquinanti nel suolo alle varie distanze dalla strada (5, 10 e 25 metri), in una articolazione per area e per transect stradale. Utilizzando poi il piombo - i cui dati analitici risultano più facilmente generalizzabili - quale tracciante di inquinamento veicolare, sono stati confrontati i risultati del monitoraggio nel suolo e nelle piante erbacee, per gli stessi transect stradali (limitatamente ai casi in cui si disponeva dei dati per entrambe le matrici) ma a differenti distanze dall'asse stradale (5, 25 e 50 metri): si evidenzia la scarsa sovrapponibilità degli andamenti di concentrazione media del piombo nelle stesse stazioni, suggerendo modelli di distribuzione dell'inquinante diversi per le due matrici. Elaborazione dei risultati
Verifica della relazione tra concentrazione di inquinante nella matrice suolo e nella matrice vegetazione
Per valutare matematicamente la relazione esistente tra gli andamenti delle concentrazioni medie nel suolo e nei campioni vegetali, sono stati presi in considerazione due parametri:
Per tutte le stazioni nelle quali sono stati effettuati controlli analitici sia in campioni di suolo che in campioni di vegetazione, sono stati posti a confronto in tabella - suddividendo i dati relativi alle piante erbacee da quelli riferiti alle piante arboree - le concentrazioni medie degli inquinanti nel suolo e nelle piante, ordinandoli in senso decrescente rispetto al valore ritrovato nel suolo. Ogni stazione è stata caratterizzata sia dal punto di vista geografico (appartenenza ad un'area) che della collocazione rispetto al fondo valle (stazione di fondo valle o stazione valliva, cioè localizzata sui versanti). Sono stati poi calcolati il coefficiente di correlazione lineare ed il fattore di concentrazione, appaiando le variabili:
Il valore del coefficiente di correlazione lineare ottenuto comparando la concentrazione di piombo nel suolo e nelle piante erbacee indica l'assenza di una proporzionalità difetta tra le due variabili, mentre il valore ottenuto per le piante arboree, più alto ma comunque non significativo, potrebbe essere falsato dal fatto che si tratta di campioni vegetali provenienti da diverse specie arboree, con comportamenti di assorbimento probabilmente diversi. A questo proposito è stato testata la relazione tra concentrazione di piombo nel suolo ed in una sola specie arborea (pino): il risultato, non generalizzabile data l'esiguità del campione e la verifica singola, evidenzia un elevato grado di interdipendenza delle due variabili. Nel caso degli IPA totali e del benzo(a)pirene, l'interpretazione dei valori assunti dal coefficiente di correlazione lineare non identifica alcuna relazione diretta tra inquinamento nel suolo e nei due tipi di vegetazione. Si è provato a restringere il campo a cui applicare il coefficiente di correlazione lineare, usando vari criteri di discriminazione (tutte le stazioni appartenenti ad un'area, tutte le stazioni di fondo valle e tutte quelle vallive, tutte le stazioni di fondo valle appartenenti ad un'area, tutti i valori ricadenti nello stesso transect stradale, ecc...), ma senza ottenere alcun risultato univocamente interpretabile. Per quanto riguarda il fattore di concentrazione, l'intervallo di valori ottenuti - peraltro rientrante nei range reperiti in bibliografia - è simile per il piombo nelle piante erbacee e nelle piante arboree; sulla base dei pochi dati disponibili risulta invece più variabile l'assorbimento di IPA da parte delle piante sia erbacee che arboree. Alcuni Autori (Alloway, 1990) hanno provato a descrivere matematicamente la relazione tra assorbimento vegetale e concentrazione di piombo nel terreno con una funzione di tipo curvilineo: l'assorbimento di piombo diventerebbe progressivamente inferiore a maggiori concentrazioni, secondo la seguente equazione :
Pb nella pianta = 0,74 [1- exp (-1,4 s) ] + 0,16 s
s = Pb nel suolo L'applicazione di tale formula ai singoli dati analitici (partendo dalla concentrazione di piombo nel suolo, sono stati posti a confronto i valori di concentrazione calcolati per le piante e quelli effettivamente misurati) ha fornito però esiti contrastanti nel limitato campione analizzato.
Verifica della relazione tra concentrazione di inquinante nelle matrici e distanza dall'asse stradale
Il coefficiente di correlazione lineare è stato utilizzato per verificare il grado di interdipendenza di altre variabili: la concentrazione di piombo nel suolo o nella pianta e la distanza del sito di campionamento rispetto all'asse stradale. In primo luogo si è provato a verificare l'eventualità di una relazione diretta, impiegando come variabile indipendente la distanza dei punti di prelievo lungo il transect stradale e come variabile dipendente la concentrazione di piombo nella matrice suolo o nella matrice vegetazione: in entrambi i casi i risultati sono apparsi contradditori. Si è cercata poi una proporzionalità diretta, indipendentemente dai transect stradali, tra concentrazione di piombo nella matrici (suolo, vegetazione erbacea, vegetazione arborea) e lontananza dall'asse stradale, sia in senso orizzontale (distanza rilevata topograficamente) sia verticale (quota misurata) sia in entrambi i sensi (distanza calcolata in linea d'aria). L'elaborazione dei dati disponibili non ha evidenziato alcuna relazione diretta tra tutte le variabili correlate, neppure nel caso in cui la verifica è stata ristretta ad una sola specie arborea (castagno, faggio, pino, robinia). Si è tentato allora di studiare la funzione di distribuzione dell'inquinamento da piombo nel suolo a livello dei transect stradali, illustrando dapprima graficamente - per tutte le stazioni, suddivise per area - la curva di concentrazione dell'inquinante ai diversi punti di prelievo, che nel caso del suolo sono stati identificati in numero superiore rispetto a quelli della vegetazione. Dai grafici risulta evidente come il picco di concentrazione si abbatta entro i primi 5-10 metri, dopodichè le concentrazioni si assestano sui livelli di background. A partire dagli andamenti raffigurati sono state ricercate le funzioni di regressione in grado di fornire le previsioni più attendibili rispetto ai dati a disposizione: l'indicatore statistico dell'attendibilità di una linea di tendenza della regressione è il coefficiente di determinazione (r2). Applicando tre delle possibili tipi di regressione (lineare, polinomiale, a potenza) e verificandone il relativo livello di significatività attraverso il coefficiente di determinazione, si è voluto semplicemente dimostrare come la distribuzione dell'inquinamento da piombo nel suolo risulti descritta con maggiore attendibilità e precisione da funzioni di tipo curvilineo, piuttosto che da funzioni lineari, rimandando ogni conclusione ad approfondimenti successivi, con dimensioni campionarie maggiormente significative.
Verifica della relazione tra concentrazione di inquinante nella matrice suolo e nella matrice vegetazione (vedere Tabella 7, 8, 9 e 10)
Per valutare matematicamente la relazione esistente tra gli andamenti delle concentrazioni medie nel suolo e nei campioni vegetali, sono stati presi in considerazione due parametri:
Per tutte le stazioni nelle quali sono stati effettuati controlli analitici sia in campioni di suolo che in campioni di vegetazione, sono stati posti a confronto in tabella - suddividendo i dati relativi alle piante erbacee da quelli riferiti alle piante arboree - le concentrazioni medie degli inquinanti nel suolo e nelle piante, ordinandoli in senso decrescente rispetto al valore ritrovato nel suolo. Ogni stazione è stata caratterizzata sia dal punto di vista geografico (appartenenza ad un'area) che della collocazione rispetto al fondo valle (stazione di fondo valle o stazione valliva, cioè localizzata sui versanti). Sono stati poi calcolati il coefficiente di correlazione lineare ed il fattore di concentrazione, appaiando le variabili:
Il valore del coefficiente di correlazione lineare ottenuto comparando la concentrazione di piombo nel suolo e nelle piante erbacee indica l'assenza di una proporzionalità diretta tra le due variabili, mentre il valore ottenuto per le piante arboree, più alto ma comunque non significativo, potrebbe essere falsato dal fatto che si tratta di campioni vegetali provenienti da diverse specie arboree, con comportamenti di assorbimento probabilmente diversi. A questo proposito è stato testata la relazione tra concentrazione di piombo nel suolo ed in una sola specie arborea (pino): il risultato, non generalizzabile data I'esiguità del campione e la verifica singola, evidenzia un elevato grado di interdipendenza delle due variabili. Nel caso degli IPA totali e del benzo(a)pirene, l'interpretazione dei valori assunti dal coefficiente di correlazione lineare non identifica alcuna relazione diretta tra inquinamento nel suolo e nei due tipi di vegetazione. Si è provato a restringere il campo a cui applicare il coefficiente di correlazione lineare, usando vari criteri di discriminazione (tutte le stazioni appartenenti ad un'area, tutte le stazioni di fondo valle e tutte quelle vallive, tutte le stazioni di fondo valle appartenenti ad un'area, tutti i valori ricadenti nello stesso transect stradale, ecc...), ma senza ottenere alcun risultato univocamente interpretabile. Per quanto riguarda il fattore di concentrazione, l'intervallo di valori ottenuti - peraltro rientrante nei range reperiti in bibliografia - è simile per il piombo nelle piante erbacee e nelle piante arboree; sulla base dei pochi dati disponibili risulta invece più variabile l'assorbimento di IPA da parte delle piante sia erbacee che arboree. Alcuni Autori (Alloway, 1990) hanno provato a descrivere matematicamente la relazione tra assorbimento vegetale e concentrazione di piombo nel terreno con una funzione di tipo curvilineo: l'assorbimento di piombo diventerebbe progressivamente inferiore a maggiori concentrazioni, secondo la seguente equazione :
Pb nella pianta = 0,74 [1- exp (-1,4 s)] + 0,16 s
s = Pb nel suolo L'applicazione di tale formula ai singoli dati analitici (partendo dalla concentrazione di piombo nel suolo, sono stati posti a confronto i valori di concentrazione calcolati per le piante e quelli effettivamente misurati) ha fornito però esiti contrastanti nel limitato campione analizzato.
Verifica della relazione tra concentrazione di inquinante nelle matrici e distanza dall'asse stradale
Il coefficiente di correlazione lineare è stato utilizzato per verificare il grado di interdipendenza di altre variabili: la concentrazione di piombo nel suolo o nella pianta e la distanza del sito di campionamento rispetto all'asse stradale. In primo luogo si è provato a verificare l'eventualità di una relazione diretta, impiegando come variabile indipendente la distanza dei punti di prelievo lungo il transect stradale e come variabile dipendente la concentrazione di piombo nella matrice suolo o nella matrice vegetazione: in entrambi i casi i risultati sono apparsi contradditori. Si è cercata poi una proporzionalità diretta, indipendentemente dai transect stradali, tra concentrazione di piombo nella matrici (suolo, vegetazione erbacea, vegetazione arborea) e lontananza dall'asse stradale, sia in senso orizzontale (distanza rilevata topograficamente) sia verticale (quota misurata) sia in entrambi i sensi (distanza calcolata in linea d'aria). L'elaborazione dei dati disponibili non ha evidenziato alcuna relazione diretta tra tutte le variabili correlate, neppure nel caso in cui la verifica è stata ristretta ad una sola specie arborea (castagno, faggio, pino, robinia). Si è tentato allora di studiare la funzione di distribuzione dell'inquinamento da piombo nel suolo a livello dei transect stradali, illustrando dapprima graficamente - per tutte le stazioni, suddivise per area - la curva di concentrazione dell'inquinante ai diversi punti di prelievo, che nel caso del suolo sono stati identificati in numero superiore rispetto a quelli della vegetazione. Dai grafici risulta evidente come il picco di concentrazione si abbatta entro i primi 5-10 metri, dopodichè le concentrazioni si assestano sui livelli di background. A partire dagli andamenti raffigurati sono state ricercate le funzioni di regressione in grado di fornire le previsioni più attendibili rispetto ai dati a disposizione: l'indicatore statistico dell'attendibilità di una linea di tendenza della regressione è il coefficiente di determinazione (r). Applicando tre delle possibili tipi di regressione (lineare, polinomiale, a potenza) e verificandone il relativo livello di significatività attraverso il coefficiente di determinazione, si è voluto semplicemente dimostrare come la distribuzione dell'inquinamento da piombo nel suolo risulti descritta con maggiore attendibilità e precisione da funzioni di tipo curvilineo, piuttosto che da funzioni lineari, rimandando ogni conclusione ad approfondimenti successivi, con dimensioni campionarie maggiormente significative. |