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IPLA - Sintesi Finale

 

RILEVAMENTO DELL'INQUINAMENTO ACUSTICO 

 

Premessa 

Le attività di rilevamento della rumorosità ambientale, in relazione al traffico veicolare, hanno riguardato la Valle di Susa e, parzialmente, l'area Cuneo- Tenda. I siti e gli assi viari oggetto di monitoraggio, i relativi periodi, i principali parametri rilevati e le caratteristiche dei siti stessi (tipologia e classificazione) sono già stati complessivamente presentati (cfr. "Sintesi delle attività di monitoraggio effettuate nei 5 anni di progetto"). 

Pur trattandosi di stazioni prevalentemente definibili "extraurbane", nel senso almeno di esterne o periferiche ai centri urbani dislocati lungo le valli di studio, i siti sono comunque sempre prossimi, se non addirittura coincidenti come dislocazione degli strumenti, ad abitazioni o strutture sede di attività umana (possibilmente non fonte di rumore a loro volta): sia per motivi tecnici-organizzativi, quali necessità di protezione e di allacciamento della corrente per la strumentazione dì rilievo, sia per la significatività dei rilievi poiché, in definitiva, misurare l'inquinamento acustico ha senso in funzione prevalentemente del disturbo nei confronti dell'uomo. 

I rilevamenti in Valle di Susa sono stati possibili grazie alla collaborazione del L.S.P. di Grugliasco (Sez. Fisico-lmpiantistica). Anche se di breve durata in ciascun sito (circa una settimana) i rilievi sono stati ripetuti, per la maggior parte delle stazioni, in almeno due anni successivi. Le relazioni tecniche fornite dal L.S.P., corredate di rappresentazioni grafiche dell'andamento dei principali parametri registrati in ciascun sito, hanno costituito parte integrante delle ultime relazioni annuali dell'IPLA (1994, 1995 e la presente). In questa sintesi dei risultati sono presentate alcune elaborazioni, che riguardano sostanzialmente gli anni 1994, 1995 e 1996. 

Come riferimento normativo per i livelli di rumore si é sempre utilizzato il D.P.C.M. del 1/3/1991 ("Limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell'ambiente esterno"): esso prevede limiti differenti in funzione della destinazione d'uso, effettiva o auspicata, prevalente del territorio. Come più volte evidenziato, le stazioni oggetto di studio sono state a tal fine classificate indicativamente come "aree ad intensa attività umana" e quindi definibili di classe IVa , per le quali sono previsti livelli di rumore non superiori a 65 dB(A) nelle ore diurne e non superiori a 55 dB(A) nelle ore notturne. Si tratta di una classificazione indicativa perché la zonizzazione del territorio, prevista dal D.P.C.M. stesso a carico dei Comuni, non é ancora stata effettuata. 

Anche la stazione di Exilles, fraz. Deveys, rientra in tale classe perché adiacente a importanti vie di comunicazione, pure se non compresa in aree densamente popolate ed edificate. 

Si precisa che il riferimento normativo in Italia dovrà essere in futuro la "Legge quadro sull'inquinamento acustico" (L.N. n° 447 del 26/10/1995): tale legge non ha individuato dei valori limite di rumorosità ma ha sancito l'attribuzione di tale competenza allo Stato, che dovrà provvedere con atti successivi. Nell'attesa resta in vigore il D.P.C.M. citato, ad esclusione delle infrastrutture dei trasporti: pertanto i limiti del D.P.C.M. non hanno più valore formale per i nostri monitoraggi ma, in considerazione del fatto che le strutture viarie interessano centri abitati, possono ancora costituire un valido riferimento. 

 

Presentazione dei principali risultati 

Nella Tabella 2  sono riportati, per ciascuna stazione, il valore minimo e il valore massimo dei livelli sonori equivalenti registrati distintamente per il periodo diurno e per quello notturno, considerando tutte le campagne effettuate in quel sito (L06-22 e L22-06). Come periodo diurno si intende l'intervallo ore 06-22, come periodo notturno quello ore 22-06. Inoltre sono riportati per ogni stazione il valore minimo ed il valore massimo del livello di rumore integrato in un intervallo di 10 minuti (Lmin e Lmax), sempre considerando tutte le misurazioni in quel sito (si ricorda che il fonometro impiegato effettua un'integrazione, dei livelli sonori campionati, proprio ogni 10 minuti). A titolo indicativo i valori minimi e massimi di L06-22 e L22-06 si possono confrontare con i livelli stabiliti dal D.P.C.M. 1° marzo 1991 riportati nella stessa tabella. 

Dall'esame della tabella é rilevabile una situazione piuttosto critica. 

Considerando i valori minimi e massimi assoluti registrati per i livelli sonori equivalenti durante i periodi diurno e notturno, si evidenzia come in numerose stazioni anche il minimo riscontrato superi il corrispondente limite normativo. 

Particolarmente critiche sono ad esempio le stazioni di Caselette, Borgone, Avigliana e Ulzio, con valori minimi diurni prossimi o superiori a 70 dB(A) e con valori minimi notturni prossimi o superiori a 64 dB(A). La stazione viceversa in condizioni migliori risulta Mompantero. Occorre però tenere presente che il numero di campagne effettuate é differente a seconda delle stazioni: di conseguenza dove sono disponibili pochi giorni di rilevamento, complessivamente, i minimi e i massimi per i periodi diurno e notturno andrebbero ulteriormente verificati con nuove campagne di rilievo. 

Considerando tutti i dati giornalieri disponibili per il livello sonoro equivalente diurno e notturno (seconda tabella), risulta comunque evidente che generalmente le stazioni monitorate siano acusticamente inquinate tranne Mompantero. 

Se si esaminano i valori registrati durante il periodo diurno risultano superati i 65 dB(A) in tutti i giorni di campionamento considerati in tutte le stazioni, con alcune eccezioni: 

  • Mompantero: in questa stazione nel corso dei due anni non sono mai stati superati i 65 dB(A) e mediamente i valori registrati sono inferiori di quasi 10 dB(A) rispetto al limite;

  • Villarfocchiardo: la campagna del 1994 ha fatto registrare valori inferiori a 61 dB(A), tuttavia le campagne successive del 1995 e del 1996 hanno evidenziato un peggioramento poichè i livelli registrati sono stati sempre superiori ai 70 dB(A); 

  • Exilles e Cesana: per una giornata solamente, tra tutte quelle monitorate, presentano livelli giornalieri inferiori ma comunque prossimi a 65 dB(A): rispettivamente il 25/12/95 a Cesana (64.9) e il 28/04/96 ad Exilles (64.3). 

Le registrazioni effettuate durante il periodo notturno mostrano come solo a Mompantero si verifichino valori sempre inferiori a 55 dB(A), mentre a Villarfocchiardo solo per una notte su 16 monitorate non si registrano superamenti. 

La criticità della situazione in Valle Susa è dunque confermata; indubbiamente il traffico veicolare costituisce la maggiore sorgente di rumore oltre ad essere la fonte di numerosi altri inquinanti che hanno un forte impatto sulla Valle Susa stessa. 

Risultano necessari interventi sul territorio mirati a una riduzione del traffico veicolare e ad una migliore gestione dei trasporti; ad esempio mediante politiche di incentivazione per i pendolari a servirsi dei treni e soprattutto di incentivazione del trasporto merci su ferrovia piuttosto che su gomma. 

E' importante anche il rispetto, da parte delle strutture competenti, dell'adozione di efficaci sistemi di protezione dal rumore (barriere), considerando che comunque molte vie di comunicazione continuano ad interessare centri abitati. 

Si evidenzia infine che, come previsto dalla Legge Quadro sull'inquinamento acustico, le strutture proprietarie delle infrastrutture viarie, quali A.N.A.S. per la rete statale e società autostradali per le autostrade, dovranno garantire il rilevamento del rumore mediante idonee centraline dislocate lungo te strade stesse: eventuali variazioni della viabilità esistente dovranno essere effettuate senza causare un incremento dei livelli di rumore misurati, secondo il principio che non si potranno aggravare i carichi ambientali - in termini di rumore e di nocumento all'uomo - anche per le infrastrutture già esistenti.