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IPLA - Sintesi FinaleCARATTERIZZAZIONE DELLE ACQUE DI RUSCELLAMENTO
PremessaLe attività di monitoraggio delle acque di ruscellamento stradale hanno riguardato, come visto, la Valle di Susa (3 stazioni: Gravere lungo la S.S. n. 24, Avigliana e Salbertrand lungo l'autostrada A32) e l'area Cuneo- Tenda (1 stazione a Vernante, lungo la S.S. n. 20). Le attività operative sono state possibili grazie alla collaborazione delle seguenti strutture: ex Servizio di Igiene Pubblica dell'U.S.L. di Susa (fase di prelievo) e L.S.P. di Grugliasco (fase analitica) per la Valle di Susa, L.S.P. di Cuneo per la Cuneo- Tenda (fase di prelievo e fase analitica). I prelievi sono stati eseguiti manualmente, campionando l'acqua di ruscellamento che si origina sulle sedi stradali in occasione di precipitazione meteorica (preferibilmente in concomitanza di eventi di una certa intensità e successivi a periodi secchi). I siti di campionamento sono stati scelti, sulla base di indicazioni fornite dagli stessi enti citati, in modo che fosse possibile operare tecnicamente il prelievo (canalette di convogliamento delle acque, fori di convogliamento lungo viadotti autostradali) e soprattutto in modo che lo scarico finale di tali acque potesse interessare corpi idrici superficiali (soprattutto la Dora Riparia in Valle di Susa e il torrente Vermenagna nella Cuneo- Tenda). Infatti l'obiettivo principale del monitoraggio era di caratterizzare le acque di ruscellamento stradale in funzione di un possibile impatto sui corpi idrici riceventi. Le determinazioni analitiche hanno considerato numerosi parametri "classici" per la valutazione delle acque di scarico nonché i metalli pesanti e alcune sostanze organiche (l'elenco completo dei parametri é già stato presentato nei prospetti sintetici precedenti sulle attività di monitoraggio). I risultati analitici per i singoli parametri, in ciascun campione, sono stati generalmente confrontati con i rispettivi limiti previsti dalla Tabella A della Legge Merli (N. 319/76), ovvero i limiti di accettabilità per parametri chimici di reflui scaricati in acque superficiali. In prima istanza le acque di ruscellamento stradale sono state dunque da noi considerate alla stregua di reflui potenzialmente contaminanti acque superficiali. Presentazione e commento dei principali risultati analiticiIn considerazione del limitato numero di campioni disponibili complessivamente e della notevole eterogeneità dei valori riscontrati per uno stesso parametro, non ha significato l'elaborazione di dati medi di concentrazione, in ciascuna stazione, per i parametri analizzati. Si é deciso dunque di presentare come sintesi solamente i valori minimi e massimi riscontrati, fra tutti i campioni di acqua tal quale analizzati, per ciascuna stazione e limitatamente ai parametri considerati più significativi ai fini dello studio. Nelle Tabelle a fine capitolo sono riportati tali valori, per ciascuna delle 4 stazioni esaminate, nonché i limiti previsti dalla Tabella A della Legge Merli per gli stessi parametri (quando esistenti) e il numero di casi verificatisi di superamento, o di coincidenza, con il limite stesso. Nelle stesse tabelle sono inoltre fornite alcune indicazioni sulla stazione considerata (anni di monitoraggio, sviluppo della sede stradale interessata dal ruscellamento, numero complessivo di campioni e stagioni di prelievo). Si precisa che nel numero complessivo di campioni, per ciascuna stazione, sono stati considerati anche i campioni sequenziali nell'arco della stessa precipitazione (quando effettuati) come evidenziato nelle note alle tabelle. Complessivamente si possono evidenziare i seguenti aspetti:
Era stato richiesto alle strutture collaboranti di effettuare più prelievi nell'arco della medesima precipitazione, ai fini di valutare variazioni dello stesso parametro in funzione del tempo trascorso dall'inizio dell'evento meteorico. Purtroppo ciò non é stato praticamente mai possibile nella Cuneo- Tenda; in Valle di Susa invece si é verificato frequentemente ma il primo prelievo era comunque in genere effettuato dopo un certo numero di ore dall'inizio della precipitazione. Per i risultati di tali campionamenti sequenziali si rimanda alle relazioni precedenti (IPLA, 1994 e 1995): si può comunque ricordare che non é stato riscontrato un andamento univoco, nel senso che talvolta la concentrazione di uno stesso parametro decresce nel tempo, talvolta invece aumenta; inoltre quando già nel primo prelievo i parametri erano praticamente assenti (non rilevabili analiticamente) non é possibile evidenziare alcun andamento. Il numero di tali campioni é comunque molto limitato e caratterizzato da condizioni di eterogeneità (periodo intercorso dall'inizio della precipitazione, portata del flusso dell' acqua di ruscellamento al momento del prelievo) tali che non si possono esprimere ulteriori considerazioni. Ulteriori risultati non presentati in questa sintesi riguardano invece la determinazione analitica dei metalli pesanti nello stesso prelievo ma in frazioni differenti dello stesso campione. Anche questa attività era stata richiesta alle strutture collaboranti, che hanno però operato in maniera piuttosto disomogenea: i risultati sono quindi scarsamente confrontabili. In particolare per i campioni della Valle di Susa sono state effettuate determinazioni sul campione tal quale e sulla fase acquosa dopo filtrazione; per i campioni della Cuneo- Tenda sono state condotte determinazioni sul campione tal quale, sulla frazione solida (ottenuta dopo filtrazione e sedimentazione) e, solamente nei campioni del 1995 e 1996, sulla fase acquosa dopo filtrazione. Per i risultati si rimanda alle relazioni precedenti (IPLA, 1993 : 1995): vale la pena comunque segnalare che in genere la filtrazione permetteva di ridurre la concentrazione dei metalli pesanti e di riportarla, nel caso si fosse verificato un superamento, sotto i limiti della Legge Merli (con i quali venivano confrontati, per omogeneità, i risultati analitici della fase acquosa dopo filtrazione). Si presume che questo comportamento dei metalli pesanti sia spiegabile con la loro prevalente associazione alla fase solida presente nelle acque di ruscellamento, che viene consistentemente eliminata con la filtrazione; in effetti proprio nei campioni dove la frazione solida (materiali sedimentabili e materiali in sospensione) era più abbondante nel campione tal quale, si é riscontrata con maggiore evidenza la diminuzione dei metalli pesanti nella fase acquosa dopo filtrazione. Una parziale eccezione a questo andamento si é rilevata, talvolta, per lo zinco. L'associazione dei metalli alla fase solida, riscontrata anche in letteratura, é interessante per le conseguenze pratiche possibili: la gestione della rete stradale, a carico delle strutture proprietarie delle strade stesse, dovrebbe considerare l'opportunità di dotare gli assi viari di idonei sistemi di captazione (periodicamente ripuliti) della fase particellare delle acque di ruscellamento stradale (almeno in prossimità dello scarico in acque superficiali). |